Gente di Roma - Rassegna 10 e Luce
Film
Commedia
Scola esplora quella che è diventata la sua città con sguardo curioso e disincantato.
diE. Scola
concon Valerio Mastandrea, Sabrina Impacciatore, Arnoldo Foà, Antonello Fassari, Stefania Sandrelli.
durata: 90 Min. produzione: ITA (2003)
Link al sito: https://www.mymovies.it/film/2003/gente-di-roma/
Dall'alba al tramonto di una giornata qualsiasi nella capitale seguiamo il percorso e passeggeri di un bus guidato da un'autista ed entriamo nelle vite di persone che frequentano spazi e luoghi della città.Ettore Scola torna a parlare di quella che è divenuta la sua città fondendo fiction e documentario.
Si inizia con un uomo che lascia la propria famiglia per andare al lavoro per poi scoprire che è stato licenziato ma non ha ancora trovato la forza di dirlo a casa. Da qui prendono le mosse situazioni, persone e personaggi alcuni dei quali possono definirsi tipicamente legati al contesto specifico dell'Urbe mentre altri si potrebbero tranquillamente incontrare anche in altre metropoli, italiane e non. Come la giovane donna che pratica la rilassante pratica marziale Tai Chi, salvo poi correre già sotto stress all'auto per andare a risolvere una questione di lavoro.
Scola all'epoca ha descritto Roma in qualità di sceneggiatore già ne Il sorpasso per poi affrontarla in particolari periodi storici in Una giornata particolare e poi in La terrazza, La famiglia, La cena per finire con il girare Concorrenza sleale.
Qui coglie le opportunità di leggerezza produttiva che gli offre il digitale per proporre un puzzle le cui tessere, per quanto molto differenti tra di loro, finiscono con il realizzare un quadro molto interessante sia dal punto di vista cinematografico che da quello sociologico. Buona parte (con qualche piccola eccezione) degli attori coinvolti si inserisce senza far sentire la professione nel tessuto narrativo. Su tutti emerge la performance di Arnoldo Foà (questa sì attoriale ma da grande interprete capace di inserirsi nel flusso degli eventi) nei panni di un padre in attesa di ricovero in una casa di riposo.
Memore di Totò e della sua "Livella" Scola ci porta con Rolando Ravello ad 'ascoltare' le conversazioni tra i morti al cimitero del Verano, mentre Valerio Mastandrea deve sorbirsi un lungo monologo di un giornalista che vorrebbe essere zavattiniano ma risulta solo magniloquente. Innumerevoli sono gli spunti di osservazione che la macchina da presa ci propone immergendoci anche nella manifestazione dei Girotondi con tanto di intervento di Nanni Moretti all'interno della quale costruisce una situazione di finzione.
Sul versante sociologico Scola resta quello di Trevico-Torino. Viaggio nel Fiat-nam cioè capace di mostrare con lucidità e profondità di osservazione ciò che lo circonda lasciando a chi guarda molteplici occasioni di riflessione che valgono, in gran parte, ancora oggi a ventidue anni di distanza.
Il 'comunista' Scola (è stato ministro dei Beni Culturali del governo ombra del PCI nel 1989) dedica questo film a un attore/regista (deceduto da pochi mesi) che politicamente si collocava in altri territori ma la cui grandezza e amore per la città erano indubitabili: Alberto Sordi.
Recensione da:
Giancarlo Zappoli