La nostra vita
Film
Drammatico
Un film che mette un punto e costringe gli altri a ripartire
diDaniele Luchetti
conElio Germano, Raoul Bova, Isabella Ragonese, Luca Zingaretti, Stefania Montorsi, Giorgio Colangeli, Alina Berzunteanu, Marius Ignat
durata: 95 MIN. produzione: ITA (2010)
Link al sito: http://www.ivid.it/lanostravita/
Nel 1988 Daniele Luchetti esordiva alla regia con �Domani Accadr�� e veniva invitato per l�occasione a Cannes nella sezione �Un certain regard�. A distanza di ventidue anni, dopo altri due passaggi sulla Croisette con �Il portaborse� e �Mio fratello � figlio unico� l�autore romano ritorna direttamente nel concorso principale. Diciamolo subito il film non � da vittoria, ma si tratta comunque di un buon film. L�Italia che non appare, quella non povera, sempre romana, ma di certo pi� periferica (Bufalotta, Ponte di Nona) rispetto a quella borghese dei Parioli: cosa fa? Come vive? Quali sono i suoi valori? Sembra questa la ragione per un film dal titolo cos� ritrattistico, un �La nostra vita� che sembra volere richiamare all�attenzione tutti coloro che sono estranei da un mondo poco affrontato dal cinema. Senza giudicare, n� pregiudizi n� voglia di fare la morale da un pulpito che alcuni registi, presuntuosamente, avrebbero messo pi� in alto, Luchetti narra le vicende del suo protagonista e della sua famiglia, una coppia giovane con due figli e uno in arrivo. Il grado d�istruzione non � alto, ma questo non pu� essere una colpa, c�� invece il buon senso, la generosit�, la serenit� d�animo e tanto basta. Il quieto vivere viene per� rotto quando arriva il lutto che sconvolge tutto. Cade la speranza, vengono messi da parte i valori ed ecco l�ambizione, il dio denaro per cui pregare e a cui prostrarsi. Ecco allora i ricatti, i problemi, l�umanit� da camorra. Come uscirne? Cos� come Silvio Soldini nei suoi due ultimi film (�Giorni e nuvole� e �Cosa voglio di pi��), Luchetti cerca di portare sul grande schermo un cinema fortemente realista, pieno di problemi comuni, non urlato, ma fatto di vita e di attori che, anche in ruoli di contorno, recitano davvero (dalla Ramazzotti a Bova, passando per Zingaretti e Stefania Montorsi, ex moglie dello stesso Luchetti). Il modo in cui poi rimane addosso per tutta la durata del film sul corpo di un Elio Germano, forse a volte sopra le righe, ma sempre fuoco che cammina, intenso, � tanto ossessivo quanto funzionale alla tensione del film. Escluso l�iniziale momento di svolta narrativo, � sempre dall�imprevedibilit� del protagonista che trascende la suspense. Come si comporter� a lavoro? E con i bambini? E l�amico che gli ha prestato i soldi? Non ci sono veri cattivi, non c�� bisogno di una contrapposizione tra bene e male. Siamo quelli che siamo. E se il finale risulta piuttosto sbrigativo nel suo chiudersi bene, c�� da dire che ogni tanto dei bei happy end fanno bene. Va bene la vita vera, ma siamo sempre al cinema. La frase: "I tacchi sono come i parenti. Sono scomodi, ma aiutano". Andrea D'Addio
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