Non lasciarmi
(Never Let Me Go )
Film
Drammatico
Forte e colmo di speranza, il ritratto di un'umanità costretta all'aridità emotiva
diMark Romanek
conCarey Mulligan, Andrew Garfield, Keira Knightley, Izzy Meikle-Small, Charlie Rowe, Ella Purnell, Charlotte Rampling, Sally Hawkins
durata: 103 MIN. produzione: G.B.-U.S.A. (2010)
Link al sito: http://microsites2.foxinternational.com/it/nonlasciarmi/
athy H. � una badante che affianca i pazienti durante le donazioni degli organi. In un lungo flashback ricorda l'infanzia e l'adolescenza trascorse nel college inglese di Hailsham, l'amicizia con Ruth e l'amore per Tommy. Durante quegli anni i protagonisti vennero informati da una tutrice che il loro destino era gi� stato pianificato. Kathy si presenta con l'iniziale del suo cognome: �H'. Questa mutilazione anagrafica (oltre che citazione kafkiana) prefigura gi� una privazione dell'identit�. I tre protagonisti non accenneranno mai ad un'origine o ad un legame di parentela. Vivono questa condizione di orfani, assuefatti alla grigia e silente crudelt� di Hailsham, un college mengheliano che li riduce a polli da batteria per servire il progresso scientifico. Sono creature che non diranno mai �io'. Il film � un thriller soffuso, cadenzato, con tinte fosche e angoscianti. Prevalgono tonalit� grigie dalle divise collegiali alle mura degli ospedali. La scenografia firmata da Mark Digby (The Millionaire) � tutt'uno con lo stato d'animo e la condizione larvale della vita. L'unica vibrazione che scuote lo stato emotivo, destando sogni e desideri, � espressa dal ritornello di una canzone :�Darling, hold me and never never never let me go'. Dalla penna di Kazuo Ishiguro, scrittore nato a Nagasaki e cresciuto nel Paese dove � avvenuta la clonazione della pecora Dolly, non poteva mancare un confronto con le conseguenze del progresso scientifico. Un confronto che diviene interrogativo sulla condizione umana, sull'omologazione, la libert� individuale e la pressione di un potere che vorrebbe livellare il pensiero. Il suo romanzo �Never let me go' al quale ha lavorato per quindici anni, anche se descrive un mondo parallelo dominato dalla clonazione, � tragicamente umano. Ci sono dentro gli interrogativi sulla scienza, sul senso dell'amore, dell'amicizia e dell'arte. La regia di Mark Romanek (celebre autore di video musicali come �Bedtimestories' di Madonna o �Scream' di Michael Jackson) fedele alle intenzioni di Hishiguro, riesce a condurre l'esperienza reale e ordinaria della vita di un college inglese, verso un piano sempre pi� astratto e metaforico. La tragedia di questa lenta rassegnazione al destino � tramata con un'eleganza tipicamente nipponica, senza contrasti, atti di forza o ribellione. La scelta degli attori adulti � suggestiva oltre che ispirata. La coppia Ruth � Tommy (interpretata da una metafisica Keyra Knightley e uno stilizzato Andrew Garfield) � lunare e consunta. Entrambi sembrano emergere dal dolore dei dipinti di Munch, Kirchner e Kokoschka. Nessuno di loro metter� al mondo bambini perch� �generare' � un atto creativo e la �creativit�' � bandita dalle loro vite. Per questo c'� una sessualit� triste, frustrata come quella immortalata dagli espressionisti. Si tratta di una prigionia psichica, pi� affilata e capillare di quella schiavistica, che non contempla la salvezza. L'immagine dell'uomo che non pu� pi� mettersi in viaggio e cercare, � espressa dalla nave sdraiata sulla sabbia, arrugginita ed in-ferma. Una nave che non pu� pi� sperare l'orizzonte. Vale la pena vivere se l'identit� � censurata? Cosa resta all'uomo se pu� fare a meno della creativit� per rispondere ad una volont� estranea al cuore? Se perdiamo noi stessi a che vale il progresso scientifico? Veniamo consegnati alla morte se le idee si spengono, sembra svelarci sottovoce questo film esangue e magnifico. Andreina Sirena
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