Tony - Diario di un giovane cuoco
(Tony)
Film
Biografico
Un coming of age ironico e anticonvenzionale. Un'ode stravagante a tutte le persone fuori dal comune.
diMatt Johnson
concon Dominic Sessa, Antonio Banderas, Leo Woodall, Emilia Jones, Stavros Halkias
durata: 106 Min. produzione: USA (2026)
Link al sito: https://www.mymovies.it/film/2026/tony-diario-di-un-giovane-cuoco/
1975. Tony è uno studente diciannovenne iscritto al Vassar College che sogna di diventare uno scrittore e concorre per una borsa di studio che finanzi lo sviluppo di un suo primo, ipotetico romanzo. È convinto di avere in tasca quella borsa grazie alla sua parlantina, e ci tiene soprattutto a convincere sua madre di non essere il cialtrone che lei crede. È anche innamorato di una compagna di scuola, Nancy, e per farsi bello con lei le assicura di avere già vinto quel riconoscimento.
Quando scopre che invece è andato a un'altra studentessa decide di partire per Provincetown, la cittadina balneare di Cape Cod dove Nancy si è trasferita per l'estate, convinto di poterla conquistare. A Provincetown Tony trova lavoro come lavapiatti presso un fast food di pesce capitanato da Ciro, un individuo latinoamericano bizzarro ma generoso, e popolato da uno staff sui generis fra cui spicca Sal, tanto carismatico quanto collerico e ingestibile. Sarà questa la sua improbabile introduzione al mondo dell'alta cucina che lo renderà celebre nel mondo.Tony, diretto dal regista indipendente Matt Johnson e scritto da Todd Bartels e Lou Howe, narra gli inizi della vita professionale del celebre cuoco, scrittore e personalità televisiva Anthony Bourdain, attingendo liberamente ad alcuni episodi narrati nel memoir "Kitchen Confidential".
È il ritratto affettuoso di una personalità complessa e originale, ma anche di un ragazzo minato da una profonda insicurezza, confuso e scombinato, in cerca della propria identità e in balia dei propri desideri scomposti.
Johnson sceglie di uscire dai canoni standard del biopic agiografico e racconta il suo protagonista attraverso una costruzione altrettanto (deliberatamente) sconclusionata e caotica, come se il film stesso fosse in preda allo sturm und drang e alla confusone esistenziale di Tony. Gli altri personaggi del film, in particolare Sal, ma anche i suoi compagni di lavoro e il capo Ciro, sono personalità altrettanto anomale e imprevedibili, e questo rende il racconto divertente e la messa in scena originale e convincente proprio nella sua eccentricità. Tony è un bugiardo compulsivo non tanto perché voglia ingannare il prossimo, quanto perché cerca disperatamente di inventarsi un'identità più interessante della propria e di attribuirsi un talento che teme di non possedere.
A incarnare il giovane Bourdain è uno degli attori giovani più promettenti della scena cinematografica indipendente americana, Dominic Sessa, che abbiamo visto tenere testa a Paul Giamatti in The Holdovers - Lezioni di vita ed esibirsi come mago truffatore in Now You See Me Now You Don't. Ma il vero mattatore del film è Ciro, il cuoco interpretato da Antonio Banderas con un mix di bonomia e follia che è profondamente nelle corde dell'attore spagnolo. Completano il cast Leo Woodall nei panni del vulcanico Sal, Emilia Jones in quelli di Nancy e il comico e podcaster Stavros Halkias, visto recentemente in Bugonia, nel ruolo dell'aiuto cuoco Stavros.
Tony è più un coming of age che un biopic, nel senso che non è facile, e del resto non è così importante, riconoscere nel protagonista l'Anthony Bourdain curioso e socievole (ma anche supercool) che abbiamo apprezzato attraverso le sue trasmissioni televisive (e la sua storia con Asia Argento), perché la trama funziona lo stesso, anche se illuminare la follia e la fragilità, nonché il desiderio di accettazione, del protagonista da giovane gettano una luce particolare sul suicidio del celebre cuoco, avvenuto nel 2018 a 61 anni. Johnson fa di Bourdain una sorta di Martin Eden, e del suo film un'ode stravagante a tutte le persone fuori dal comune, nonché al bisogno di ognuno di noi di essere visto e riconosciuto nella propria irrinunciabile individualità.
Recensione da:
di Paola Casella